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Il Velo nella Danza Orientale

In diverse culture della tradizione gitana sono presenti danze che prevedono l'uso di scialli (lo troviamo anche nel Flamenco), in Nord Africa in varie zone si balla facendo volteggiare dei foulard o dei fazzoletti (come nella danza dei berberi della Kabilia o nella danza di corte di Algeri), ma il velo in se stesso pare sia entrato in uso nella danza orientale piuttosto di recente.

Come sempre in questo campo avere certezze storiche è assolutamente impossibile, ma si possono fare supposizioni.

E' certo che l'uso del velo nella danza orientale si sia diffuso e sviluppato nel novecento, sia in America che in Egitto.

L'uso del velo è di origine americana. Quando nei primi anni del novecento la danza orientale si diffuse in America come spettacolo d'intrattenimento, molte danzatrici del mondo circense e del teatro di avanspettacolo si dedicarono a questa arte creandone una propria versione: nessuno all'epoca aveva facile accesso ad insegnanti arabi, la possibilità di viaggiare era molto remota, e fino agli anni '70 in America ci si dedicava alla danza del mondo arabo in maniera, diciamo, un po' fantasiosa. Il risultato fu che moltissime ballerine non avevano un grande repertorio di movimenti orientali, e il velo fu un'ottima soluzione per coprire la lunghezza di un intera performance, che fra l'altro ben si incontrava con la fantasia orientalista della danza dei sette veli e delle donne velate dell'Harem. Hollywood fece il resto, inserendo l'uso dei veli nelle parti danzate dei film di argomento biblico nei film degli anni '50 e '60. Famosissima la versione di Rita Hayworth.

Il mito di Salomé e della danza dei sette veli ha solleticato la fantasia di artisti e gente comune in occidente (clicca qui per leggere il nostro articolo su Salomé e la danza dei sette veli)

In America c'erano danzatrici di Modern Dance affascinate dal velo e dai tessuti che ne sperimentarono le mille possibilità: Loie Fuller fu sicuramente la più famosa, con la sua “danza serpentina”. (Clicca qui per saperne di più)

Nelle miniature persiane e turche spesso si notano figure femminili con veli drappeggiati intorno agli avambracci, ma di un velo vero e proprio non si ha testimonianza nella storia del costume.

In Egitto le danzatrici cominciarono ad usare il velo come oggetto di scena probabilmente su suggerimento delle ballerine classiche russe, che lo sfruttarono come un sistema ottimo per entrare sul palco senza apparire impacciate e poco eleganti.

Le danzatrici arabe dicono che l'entrata con il velo fu introdotta dalla maestra russa Anna Ivanovna, che re Faruk aveva invitato in Egitto come insegnante di balletto per le sue figlie. Anna prese l'idea del velo dalle danza caucasiche e la insegnò a Samia Gamal.

In particolare c'è da fare una distinzione fra il repertorio americano e quello egiziano nell'uso del velo. Nella versione araba la danzatrice entra con il velo in mano, lo fa volteggiare per disegnare lo spazio scenico, ma solo nella versione americana il velo viene drappeggiato addosso al corpo e poi tolto in maniera coreografica, giocandoci anche parecchio: questo modo di usare il velo sarebbe considerato dagli arabi come uno spogliarello! Gli americani hanno poi creato il doppio velo, le ali di Iside, i fan veils e mille altri effetti che rendono attiva l'attenzione del pubblico.

L'uso del velo nella danza orientale

Comunque sia andata storicamente, il velo è oggi parte integrante del repertorio della danza orientale. Il suo uso può essere anche semplificato, e si adatta quindi persino a chi è una neofita della danza.

Il velo solitamente è di mussola o di chiffon, comunque di un tessuto sottile e trasparente, spesso lucido, e sempre di colori che si abbinino con il costume. Può essere rettangolare oppure semicircolare.

Per danzare occorre che, quando chi lo deve usare apre le braccia lateralmente, il velo non tocchi terra, ma arrivi comunque in prossimità del suolo. Il rettangolo non deve comunque avere il lato corto maggiore di un metro, perché altrimenti volerà male.

Essenzialmente, danzare con il velo significa giocare con questo accessorio, disegnando forme volanti nello spazio, e decorando il movimento del corpo. Spesso, chi non sa danzare, tende a stare fermo e muovere il velo soltanto... ma di certo il velo non deve distogliere l'attenzione dalla danza, anzi, al contrario deve focalizzarla sui movimenti, sottolineandoli.

 

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