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Edward William Lane 

The Manners & Customs of the Modern Egyptians

Londra e Toronto, pubblicato da J. M. Dent & sons Ltd. New York 1908,

su testo del 1836 (traduzione di Sabina Todaro)

 

Le danzatrici professionali

L'Egitto è stato a lungo celebrato per le sue danzatrici pubbliche; le più famose tra queste sono una tribù a sé, chiamata Ghawazee. (Quando venne scritto ciò, la danza femminile pubblica e la prostituzione sono state proibite dal governo, all'inizio di giugno, nell'anno 1834.

Le donne che venivano sorprese nell'infrazione di questa legge venivano punite con 50 frustate per la prima volta, e per infrazioni reiterate venivano anche condannate ai lavori forzati per uno o più anni: gli uomini sono sottoposti alla disciplina del bastone quando prendono parte a tali reati. Ma esiste un semplice stratagemma per evitare le punizioni in simili casi, che, si dice, viene adottato da molte persone. Un uomo può sposare una donna di malaffare, legalmente, e divorziarne il giorno seguente. Deve soltanto pronunciare due o tre parole, e pagare una piccola somma di denaro, che chiama "la sua dote". Lui dice "Mi vuoi sposare?" lei risponde "Si" "Per quale somma?" chiede lui. Lei indica la somma; e lui gliela dà: lei diviene allora sua moglie a pieno diritto legale. ll giorno successivo, lui le dice che lei è stata ripudiata. Egli non deve preoccuparsi molto per la richiesta di lei di venire mantenuta per il periodo del suo "eddeh", prima della fine del quale lei non potrà sposarsi legalmente con un altro uomo; il matrimonio che è appena stato contratto è sciolto è soltanto indicato come un mezzo per evitare la punizione nel caso in cui lei venisse sorpresa insieme all'uomo; e d'altro canto viene tenuto segreto; e la somma che lei potrebbe chiedere per il  proprio mantenimento durante il suddetto periodo è molto scarsa se comparata con quella che potrebbe ottenere prendendo un nuovo marito ogni due o tre giorni).

Una donna di questa tribù è chiamata "Ghazeeyeh"; e un uomo "Ghazee"; ma il plurale Ghawazee è di solito concepito in riferimento alle donne. ll cattivo uso del termine "al'mehs" per indicare le comuni danzatrici di questo paese è già stato sottolineato. Le Ghawazee si esibiscono, non velate, nelle pubbliche strade, persino per divertire la plebaglia. La loro danza ha un eleganza minima; la sua peculiarità principale è un movimento molto rapido di vibrazione dei fianchi, da lato a lato. Cominciano con un certo grado di decoro; ma ben presto, sotto sguardi più animati, con un più veloce battito delle loro castagnette di ottone, e con crescente energia in ogni movimento, offrono uno spettacolo esattamente in accordo con le descrizioni che Marziale (Lib. X, Epigr. 79) e Giovenale (Sat. Xl, v. 162) hanno dato delle performances delle danzatrici di Gades. Gli abiti con cui si esibiscono normalmente in pubblico è simile a quello che viene indossato in Egitto dalle donne della classe media in privato, cioè nell'hareem; consiste in un Yelek, o un 'Anteree, e un Shinttiyan ecc, di stoffe belle. Indossano inoltre vari ornamenti; i loro occhi sono bordati con il Kohl (o collirio nero); e la punta delle loro dita, il palmo delle loro mani, le dita e le altre parti dei loro piedi, sono solitamente decorati con il pigmento rosso dell'Henna, secondo l'uso generale della media e dell'alta classe delle donne Egiziane. ln generale, sono accompagnate dai musicisti (più che altro della stessa tribù), i cui strumenti sono il Kemengeh o il rabab con il Tar; o la Darabukkeh con la Zummarah o lo Zemr: il Tar è solitamente suonato da una vecchia donna. Le Ghawazee spesso si esibiscono nel cortile di una casa, o per la strada, di fronte alla porta, in alcune occasioni di festività nell'Hareem; come, per esempio, nell'occasione di un matrimonio, o della nascita di un bambino. Non vengono mai ammesse in un Hareem rispettabile, ma non è raro che vengano ingaggiate per rallegrare una festa di uomini nella casa di qualche libertino. In tal caso, come ci si potrebbe aspettare, le loro esibizioni sono ancora più lascive di quelle che ho appena descritto. Alcune di loro, quando si esibiscono di fronte a un pubblico maschile a una festa, indossano soltanto lo Shintiyan (o pantaloni) ed un Tob (una camicia o vestaglia larghissima, lunga e senza maniche) di garza, colorata,  semitrasparente aperta circa per metà di fronte. Per eliminare l'ultimo barlume di pudore che potrebbero ancora a volte per caso avere, sono copiosamente fornite di brandy o di qualche altro velenoso liquore. Le scene che ingaggiano non possono venire descritte.

Ho ben poco bisogno di aggiungere che queste donne sono le più lescive cortigiane dell'Egitto. Molte di loro sono estremamente belle; e la maggior parte sono riccamente abbigliate. Oltretutto credo che siano le più graziose donne dell'Egitto. Molte di loro hanno un sottile naso aquilino; ma sotto la maggior parte dei punti di vista, assomigliano alle altre donne del loro paese. Le donne, così come gli uomini, si divertono nell'assistere alle loro performances; ma molte persone delle classi più elevate, ed i più religiosi, le disapprovano.

Le Ghawazee si distinguono, in generale, come una casta dal volto differente, benché fine, dal resto degli Egiziani, difficilmente si può dubitare che appartengono, come esse stesse proclamano, a una razza diversa. La loro origine, comunque, è avvolta in molta incertezza. Chiamano se stesse "Baram'keh" e vantano di discendere dalla famosa famiglia che così si chiamava ed era oggetto di favori, e poi della capricciosa tirannia, di Haroon Er-Rasheed, e del quale leggiamo in diversi racconti delle "Mille e una notte": ma, come un mio amico ha recentemente osservato, probabilmente non hanno diritto a chiamarsi "Baramikah" se non perché assomigliano a questa famiglia quanto a liberalità di un diverso tipo. ln molte tombe dell'antico Egitto troviamo rappresentazioni di danze femminili in intrattenimenti privati, al suono di vari strumenti, in un modo simile alle moderne Ghawazee, ma addirittura più licenziose; una o più di queste danzatrici venivano generalmente ritratte in stato di perfetta nudità, benché in presenza di uomini e donne di alto lignaggio. Crediamo che questo mododi danzare sia stato comune in Egitto, in tempi molto remoti, persino anteriori all'Esodo degli Israeliti, visti i monumenti cui qui si alludeva, la maggior parte dei quali indica i nomi dei re, cosa che prova la loro epoca. E' ad ogni modo probabile che abbia avuto seguito senza interruzione; e forse le odierne Ghawazee discendono dalla classe di danzatrici che rallegravano gli egiziani al tempo dei primi faraoni. Dalla somiglianza con il Fandango spagnolo delle danze delle Ghawazee, possiamo supporre che questo sia stato introdotto in Spagna dagli arabi che conquistarono quel paese, laddove non fossimo informati che le Gaditanas, o donne di Gades (ora chiamata Cadice), erano famose per tali performances, al tempo dei primi imperatori romani. Comunque, benché dunque appaia che il licenzioso modo di ballare qui descritto è stato a lungo praticato in Spagna, non è improbabile che sia stato originariamente introdotto a Gades dall'Est, forse ad opera dei Fenici (dall'effetto che produsse, è probabile che la danza fatta dalla figlia di Erodiade sia stata del tipo quì descritto. Vedi Matteo XIV 6,7 o Marco, VI 22,23).

Le Ghawazee più che altro si distinguono dalle altre classi, astenendosi dal matrimonio con qualunque persona che non appartenga alla loro tribù; ma a volte una Ghazeeyah fa voto di penitenza, e sposa un rispettabile arabo; che non viene considerato un disgraziato per una tale unione: tutte loro sono impegnate nella professione venale, ma non tutte come danzatrici; e la maggior parte di loro si sposa, benché nessuna lo faccia prima di dare inizio alla sua carriera di venalità. Il marito è sottoposto alla moglie: svolge per lei le mansioni di servo e manager; e di solito, se lei è una danzatrice, lui è anche il suo musicista: ma unapiccola parte fra di essi si guadagnano la sussistenza come fabbri o stagnini ambulanti. La maggior parte delle Ghawazee accolgono il più infimo passanta, se può pagare anche una somma molto ridotta. Benché alcune fra loro siano proprietarie di considerevoli beni, costosi ornamenti ecc, molte delle loro usanze sono simili a quelle della gente che noi chiamiamo "gipsies", e che qualcuno suppone abbiano origine egiziana. E' interessante che qualcuno fra gli zingari egiziani asserisca di discendere da un ramo della stessa famiglia a cui le Ghawazee fanno risalire le loro origini; ma la loro pretesa è da ascoltare meno di quella di queste ultime, poiché non puntano unanimemente tutti su questo aspetto. Avrò occasione di parlare di loro più in dettaglio nel prossimo capitolo. ll linguaggio comune delle Ghawazee è lo stesso che nel resto dell'Egitto; ma esse a volte fanno uso di una certa quantità di parole che appartengono solo a loro, al fine di rendere il loro discorso incomprensibile agli stranieri. Sono di fede musulmana, a giudicare da quanto professano; e spesso qualcuna di loro accompagna le carovane egiziane al pellegrinaggio alla Mecca. Ve ne sono in quasi tutte legrandi città in Egitto, e abitano in un quartire ristretto, vietato alle donne in generale. Le loro abitazioni consuete sono rifugi bassi o temporanei ripostigli, o tende; poiché spesso si muovono da una città all'altra: ma qualcuna si è stabilita in una casa grande; e molte posseggono schiave nere (dalla cui prostituzione aumentano i loro possessi) e cammelli, e mucche ecc., con cui commerciano. Curano i campi, e tutte le feste religiose e profane, delle quali sono, per molte persone, l'attrazione principale. Numerose tende di Ghawazee si vedono in tali occasioni. Alcune di queste donne aggiungono alle loro altre specialità l'arte del canto, e uguagliano le comuni Awalim. Quelle della classe inferiore sono vestite come le prostitute più povere. Alcune di esse indossano un tob di garza, sopra un'altra camicia, con lo Shintiyan, ed un crape o tarhah di mussolina; e di solito si decorano con una profusione di ornamenti, come collane, braccialetti, cavigliere, una fila di monete d'oro sopra il sommo della testa, e a volte un anello al naso. Tutte si decorano con Kohl ed henna. Visono alcune altre danzatrici e cortigiane che si danno il nome di Ghawazee, ma non appartengono realmente a questa tribù. ( Le cortigiane di altre classi sono sempre abbondate in ogni città dell'Egitto; ma dentro ed intorno alle metropoli, queste e le altre prima menzionate sono state generalmente particolarmente numerose; qualche quartiere è abitato esclusivamente da esse. Queste donne quando la loro professione era permessa dal governo, frequentemente si comportavano con la maggiore sfrontatezza ed audacia. l lorovestiti erano come ho descritto rispetto alle Ghawazee, o differivano da quelli delle donne rispettabili nel fatto di essere un po' più allegri, e meno "vestiti". Alcune donne della classe venale al Cairo non solo indossano il Burko,(o velo facciale), ma si abbigliano, in ogni particolare, come le donne modeste; dalle quali non possono venir distinte, eccezione fatta per il fatto che scelsero di scoprirsi. Simili donne si trovavano in quasi tutti i quartieri delle metropili. Molte di esse erano donne divorziate, o vedove; e molte erano le mogli di uomini i cui affari li obbligavano ad essere spesso all'estero. Tutte le prostitute riconosciute in Egitto pagano una "tassa di ingresso" (Firdeh). Le tasse pagate da quelle delle metropoli ultimamente ammontava all'800 purses (equivalenti a 4.000 sterline), cosa che non è inferiore al 10% del Firdeh di tutti gli abitanti messi insieme. Questo fatto può dare qualche idea della loro quantità in comparazione con la qualità delle persone che praticavano un onesto lavoro per ottenere la propria sopravivenza).

Molta gente del Cairo crede o persuade se stessa di considerare che non vi sia nulla di riprovevole nelle danze delle Ghawazee, se non il fatto che vengano rappresentate da donne, che non si dovrebbero esporre , e impiegano uomini a danzare alla stessa maniera, ma il numero di questi danzatori uomini, che per la maggior parte sono giovani, e che sono chiamati "Khawal" (il termine Ghaish, al plurale Gheeyash, viene pure applicato a persone di questa classe), è molto esiguo. Sono musulmani e nativi dell'Egitto. Poiché impersonano una donna, le loro danze sono esattamente le stesse descritte per le Ghawazee; e sono, nellostesso modo, accompagnate dal suono delle castagnette; ma, come per schernirsi dal venir creduti vere donne , il loro vestito è utile alla loro innaturale professione, essendo in parte maschile ed in parte femminile: principalmente consiste in un abito stretto, una guaina ed una specie di sottana. ll loro aspetto generale, comunque, è più femminile che maschile: lascianoche i capelli crescano lunghi, e di solito li intrecciano, al modo delle donne; i peli del viso,quando crescono, vengono tagliati; e imitano le donne anche nell'applicare kohl e henna agli occhi ed alle mani. Per le strade, quando non sono impegnate nella danza, spesso persino velano il loro viso; non per vergogna, ma puramente per imitare il modo delle donne.Spesso sono ingaggiati, preferendoli alle Ghawazee, per danzare davanti ad una casa, o nel suo cortile, in occasione di una festa di matrimonio, o della nascita di un bambino, o di una circoncisione; e frequentemente si esibiscono nei festival pubblici.

Vi è al Cairo un'altre classe di danzatori uomini, giovani uomini e ragazzi, le cui performances, i vestiti e l'aspetto generale sono quasi esattamente uguali a quelli dei Khawal; ma se ne distinguono per un appellativo diverso, "Gink", un termine turco, che ha un significato volgare che indica bene le loro caratteristiche. Sono generalmente ebrei, armeni, greci o turchi.

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