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Introduzione

 

Alcuni anni or sono, in seguito alla mia entrata nella Reale Accademia Spagnola, realizzai uno studio sulla metrica della poesia lirica popolare dei Mori di Spagna. Da quello studio si evince che i Mori crearono un sistema di strofe ingegnosissimo, peculiare soltanto loro, con forme poetiche diverse da quelle classiche arabe.

Particolare interesse suscito in me lo studio di un canzoniere spagnolo, il Canzoniere del Palcio, dei secoli XV e XVI, pubblicato dal Barbieri, che contiene una grande selezione di canzoni popolari arcaiche e tradizionali con la corrispondente musica, segnata nella notazione dell'epoca. Alcune di queste canzoni popolari avevano la stessa costruzione e combinazione di rime di quelle di origine mora.. Se i temi e la metrica si sono conservati dalla poesia araba a quella castigliana, non sarà forse accaduto altrettanto alla musica?

Sperimentando le canzoni del Canzoniere, mi accorsi che le strofe poetiche e quelle musicali si sovrapponevano perfettamente, e che a versi con rima identica si accompagnavano frasi musicali identiche, mentre quelli con rima diversa erano accompagnati da melodie diverse. Questo fenomeno indica che musica e poesia sono nate su di un unico modello artistico, e non che a una si sia aggiunta l'altra in un secondo tempo. Molti indizi, inoltre, avvalorano la tesi dell'origine araba dell'intero sistema.

Il confronto diretto con le musiche dei popoli musulmani risulta difficile, poiché non si conserva nessuna melodia autentica di molto antecedente al secolo XIX, ma il fatto che il Canzoniere sia stato scritto e copiato in secoli in cui i musulmani spagnoli erano ancora molto presenti in Spagna puo confermare da solo questa origine. Investigando anche sulle canzoni popolari di altri paesi europei mi persuasi che le musiche arabe non si erano diffuse soltanto in Spagna ma addirittura in tutta l'Europa. I risultati di questi studi li pubblicai nei libri "La musica de las Cantigas" e "La musica andaluza medieval, en las canciones de trovadores, troveros y minnesinger".

I miei studi sulla storia della musica spagnola ed europea hanno portato alle seguenti conclusioni:

1- La musica che veniva eseguita dagli artisti musulmani del medio evo è rimasta fino ad    ora talmente ignorata che la si e data per perduta. Ebbene, nei Canzonieri che ho studiato si ritrova una splendida e ricca collezione di musica araba, che è ancor piu ampia di quanto potrebbe desiderare il piu ottimistico desiderio.

2- Della musica popolare e colta spagnola si ignoravano quasi del tutto le origini e lo sviluppo. Da ora in poi si potra dire che la tradizione musicale del popolo spagnolo non ha subito interruzioni da molti secoli: la Spagna, di cui si misconoscono le scuole musicali del Medio evo, possedeva documentata già dal secolo XIII, Ia collezione di musica popolare piu ricca del mondo.

3- Si discute molto sulla maniera di interpretare le notazioni quadrate, misurialiste o proporzionali dei manoscritti dei secoli XII e XIII, e soprattutto quelle dei manoscritti dei trovatori. Il Canzoniere offre un valido oggetto di studio a questo riguardo.

4- Un misterioso fantasma si introdusse in quasi tutti i paesi d’Europa durante il Medio evo, il cui enigma non è stato ancora decifrato da tutti gli eruditi: una musica che gli artisti europei definirono'ficta", non riconoscendo la sua essenza artistica. Nelle Cantigas appare senza ombra di dubbio una musica bellissima, in tutta la sua complicatezza cromatica, compresi quegli strani suoni che furono qualificati dai teorici medievali "del diavolo in musica".

5- Vari storici della musica, basandosi sulle incomplete e inespressive trascrizioni che sono state fatte della nostra musica medievale, hanno affermato che tutta la melodia anteriore al secolo XVI non è all'altezza di generare una emozione estetica in chi è abituato ad ascoltare la musica moderna. In queste melodie, invece, si trova una notazione musicale comprensibile molto arcaica,una musica che per la sua straordinaria perfezione artistica denota un'origine antichissima.

E si spiega come l'arte musicale dei popoli islamici derivi dai sistemi persiano e bizantino, che a loro volta sono stati debitori di Roma e di Atene. Di certo nelle melodie arabe si conservano i restidelle melodie create dal popolo greco, che sempre nelle sue manifestazioni artistiche seppe raggiungere vette di ineguagliabile ed eterna bellezza.

L'arte spagnola puo essere l'anello mancante fra l'antico e il moderno. I grandi musicisti dell'epoca medievale non solo seppero conservare l'arte che ricevettero in eredità, ma addirittura la svilupparono e divulgarono, inventando a tale scopo generi popolari in modo che le loro composizioni si diffondessero e si divulgassero. Questa musica si fece molto popolare presso i vari paesi non perché sia stata composta direttamente dalle varie popolazioni in questione, ma perché queste la appresero e la eseguirono con passione, e per averla tanto gustata, ammirata ripetuta, finirono per considerarla come cosa loro propria.

L'Europa, di conseguenza, deve un enorme riconoscimento ai mori andalusi, che hanno gettato le basi della musica europea, che se ne è pasciuta senza mai interessarsi di verificarne le origini.

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